Saturday, 11 April 2015

Giuseppe Fidelibus: Potestas. Statuto critico e crisi della ragione nei dialoghi di Agostino

Agostino non ha mai scritto un De potestate: non cercheremo dunque di delineare una sedicente "teoria del potere" da lui elaborata. Con una ricognizione teoretica delle opere (il Contra accademicos, il De ordine, il De beata vita, i Soliloquia) da lui scritte nel periodo di Cassiciaco s'intende, invece, individuare, attraverso le flessioni del termine potestas, l'orizzonte fondativo nel quale, da neoconvertito, egli ha ripensato - da subito - il senso originario del lavoro della ragione nel contesto del pensiero tardoantico.
In una rilettura critica delle concezioni filosoficamente più autorevoli del pensiero classico, Agostino riformula i termini stessi del concetto di ragione e del suo esercizio nell'ambito dell'ordine universale. L'accusa delle criticità in esse ravvisate è sincronica all'acquisizione dello statuto critico della ragione come sua "messa in crisi" dal rapporto originario nel quale si costituisce, universalmente ed a titolo beneficiario, la sua stessa potestas.

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